La polizza caso morte

Pensando alle origini, l’assicurazione per il caso di morte era la forma tipica di assicurazione sulla vita. Ora è un po’ meno diffusa ma è di grande interesse per coloro che hanno figli piccoli, coloro che non matureranno a breve il diritto alla pensione e per coloro che non hanno grossi risparmi da lasciare in eredità.
Generalmente, il pagamento della prestazione da parte dell’assicuratore avviene solo se la morte si verifica entro un determinato periodo di tempo, da un minimo di 1 ad un massimo di 20 anni. Si tratta della formula più diffusa, denominata “formula temporanea caso morte”. In casi più rari alcune compagnie prevedono che la prestazione venga erogata in qualunque momento accada la morte, mentre il versamento del premio avvenga solo per un certo periodo indicato sul contratto; in questo caso si parla di “polizza vita intera caso morte”.

polizza caso morte

In questa particolare tipologia di polizza, le condizioni di salute dell’assicurato assumono particolare importanza. Proprio per questo, spesso viene richiesta una visita medica a spese dell’assicurato. Se non viene fissata nessuna visita medica, la copertura assicurativa non comincia subito, ma solo dopo un periodo di carenza, la cui durata è indicata nel contratto. Se la morte dell’assicurato avviene prima che sia trascorso questo periodo, ai beneficiari viene restituito solo il premio pagato, al netto di imposte e spese.
Nel caso in cui la visita medica venga effettuata, la garanzia è di solito immediatamente operativa. In alternativa alla visita medica, viene richiesta la compilazione di un questionario sanitario sulle proprie condizioni di salute o di vita. È necessario compilare questo documento con molta attenzione, dato che eventuali dichiarazioni inesatte o reticenti sullo stato di salute attuale e passato possono portare allo scioglimento del contratto o al diniego dell’indennizzo in caso di decesso.
Nelle polizza vita, il rischio di morte è coperto qualunque sia la causa e ovunque si verifichi. Tuttavia, in taluni casi la copertura non è operante. Ad esempio in caso di:

  • dolo del contraente o del beneficiario (omicidio dell’assicurato commesso proprio dal contraente o dal beneficiario);
  • morte dovuta a partecipazione ad atti dolosi (rapina, etc.);
  • morte dovuta a partecipazione ad atti di guerra, esclusi i militari professionisti che abbiano indicato in polizza la presenza del rischio professionale;
  • morte per incidente di volo se l’assicurato fa parte dell’equipaggio dell’aereo o se, pur viaggiando come passeggero, c’è una situazione irregolare per quanto riguarda autorizzazioni o brevetti di volo;
  • suicidio nei primi due anni successivi alla stipulazione del contratto.

Questi sono solo alcuni esempi. È necessario verificare il contratto specifico per vedere tutte le esclusioni.

Le assicurazioni per il caso morte possono avere diverse caratteristiche:

  • la forma a capitale costante prevede che per tutta la durata del contratto premi e capitale restino uguali;
  • la forma a capitale crescente prevede che il premio resti costante, mentre il capitale aumenta ogni anno di una determinata percentuale;
  • la forma a capitale decrescente prevede che il premio debba essere pagato in misura costante per un periodo inferiore a quello di durata del contratto, mentre il capitale diminuisce ogni anno.

Alla morte dell’assicurato, le prestazioni al beneficiario possono consistere nel pagamento di un capitale versato tutto in una volta o di una rendita. Alcuni contratti prevedono la possibilità di scegliere fra la rendita certa (una determinata cifra versata per un definito numero di anni) e la rendita vitalizia (pagata per tutta la vita del beneficiario).
Nella polizza rischio morte, non esiste ovviamente il diritto di riscatto ma è prevista la riduzione.

Il beneficiario, per poter riscuotere quanto dovuto deve presentare alla compagnia i documenti indicati nel contratto. Solitamente sono: certificato di morte; dichiarazione sostitutiva di atto notorio da cui si possa accertare l’identità degli eredi; relazione medica attestante la causa di morte ed eventuale cartella clinica; certificato di esistenza in vita del beneficiario; autorizzazione del Giudice tutelare in caso di beneficiari minori; verbale della Pubblica autorità in caso di morte violenta.
Ricevuta la documentazione, l’assicuratore deve effettuare il pagamento entro il termine indicato sul contratto (generalmente 30 giorni).

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